bdsm
In ginocchio per scelta
12.02.2026 |
1.438 |
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"Segue con le dita quei segni scuri, li bacia uno a uno, lentamente, con un rispetto che mi fa tremare più di qualsiasi schiaffo..."
Sabato sera.Il solito club, le solite facce, le solite luci soffuse.
Eppure quella notte no. Quella notte, tra le gambe, sentivo qualcosa di diverso. Un richiamo sordo, pulsante. La sensazione chiarissima che per la prima volta avrei superato un limite.
Ultimamente ci piace giocare con la sottomissione.
C adora vedermi perdere il controllo mentre mi tira uno schiaffo in viso, sulla figa o sul culo. Ama guardarmi godere così.
Ma quello che stava per succedere… non se lo sarebbe mai più scordato.
Vaghiamo per le sale con il cocktail in mano.
Chiacciere sporche, una sigaretta, volti già visti e altri nuovi. Frasi sussurrate troppo vicino, occhi addosso che scottano, che ti spogliano senza toccarti.
Io brucio.
Poi passa lei.
Una ragazza con una cintura da uomo in mano.
C le dice, quasi per gioco, che se vuole può farmela provare.
Non ci pensa nemmeno un secondo.
La cintura schiocca sulle tette, secca.
Colpisce entrambi i capezzoli.
Non me lo aspettavo.
Prima il dolore, acuto. Poi… un fremito diretto al clitoride.
Un colpo basso di piacere che mi attraversa tutta.
C resta basito dalla mia reazione.
Lei mi prende per mano e mi porta al piano di sopra.
Sui gradini mi tremano le gambe, il cuore pompa come impazzito, e la figa… si bagna senza chiedere permesso.
Mi fa inginocchiare davanti alla croce.
Le catene sono gelide sulle mani.
Mi tira su la gonna e inizia a frustarmi. Sempre più forte.
Urlo. Gemo.
Lei mi chiama troia, dice che devo essere punita, che devo smetterla di godere o mi colpirà ancora più forte.
Io la guardo. Guardo C.
Gli occhi chiedono pietà… ma il corpo ne vuole ancora.
Mi prende il volto.
Mi infila il suo cazzo in bocca.
Poche volte l’avevo visto così duro.
Con due dita mi sfonda la figa, senza tregua, finché squirto urlando.
Lei mi urla addosso di smetterla di godere.
Ma è impossibile.
Continua.
La sua missione è farmi crollare, farmi chiedere pietà.
Poi prende il posto di mio marito.
Le dita tornano dentro di me, gli schiaffi, le mani nei capelli.
Mi tira la testa indietro e mi infila tutto il cazzo di C in gola.
E mentre perdo il controllo…
mentre il corpo trema e la mente si spegne…
ci sono trenta persone o più intorno a noi.
Che guardano.
Che si segano.
Che godono di ogni mio gemito.
Un ultimo colpo, ce l'ha fatta, mi ha spezzata.
Quando tutto finisce non c’è applauso, non c’è parola.
Solo il mio corpo che trema ancora, il culo in fiamme, la pelle che pulsa sotto i segni appena lasciati. Ogni passo è un promemoria. Ogni movimento una scossa.
Li sento anche ora, giorni dopo.
Li vedo allo specchio quando mi spoglio.
Li sento sotto le dita quando mi sfioro.
E la cosa più eccitante non è stata quella notte.
È dopo.
Perché ogni sera mio marito mi guarda il culo come fosse un trofeo.
Segue con le dita quei segni scuri, li bacia uno a uno, lentamente, con un rispetto che mi fa tremare più di qualsiasi schiaffo.
Li guarda con ammirazione, come se dicessero tutto di me.
Di quello che sono stata.
Di quello che sono.
E ogni volta che li sfiora…
io torno lì.
In ginocchio.
Con le gambe che tremano.
E la figa che non ha mai dimenticato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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